Allattamento e microbiota intestinale del neonato

     Per tanti anni si è creduto che durante la vita fetale l’intestino fosse sterile; con la ricerca scientifica abbiamo scoperto che dopo la nascita l’intestino del neonato è popolato dagli stessi microrganismi della madre che lo raggiungono attraverso la placenta. La somma di tutti questi microrganismi è il cosiddetto microbiota. L’intestino del neonato è popolato quindi da una varietà di batteri con attività simbiotica che varia in base a tre fattori: l’alimentazione della madre, l’ambiente e il tipo di parto.

4-bifidobacterium-animalis-scimat

    I nati che hanno avuto un parto fisiologico hanno un microbiota da contaminazione per il passaggio attraverso il canale vaginale della madre e dall’ambiente nosocomiale, invece quelli nati da taglio cesario hanno un microbiota condizionato solo dall’ambiente. Oltre al tipo di parto, anche l’alimentazione della madre e del bambino hanno un ruolo fondamentale sullo sviluppo del suo microbiota.

     L’allattamento svolge un ruolo primario sul macrobiota intestinale del bambino. L’allattamento al seno favorisce la colonizzazione dell’intestino del neonato in maniera naturale con Bifidobatter ssp, specialmente con Bifidobacterium Infantis, B. Lactis, e oligosaccaridi con effetti benefici per la sua salute come:

  1. Miglioramento dell’assorbimento di nutrienti,

  2. Miglioramento della digestione e della regolarità intestinale,

  3. Rafforzamento del sistema immunitario,

  4. Sintesi di alcune vitamine,

  5. Riduzione del rischio di allergie,

  6. Ostacolo allo sviluppo di disbiosi intestinale,

 

  Al contrario, il neonato allattato con il latte artificiale sviluppa un microbiota intestinale con minor numero di Bifidobatteri ssp ma con un maggior numero di altri batteri come batterioidi, clostridi e stafilococchi. Questi ultimi, in alcune situazioni, possono essere la causa di vari disturbi nel neonato come disbiosi intestinale e le sue conseguenze. Proprio in questo periodo così delicato bisogna fare molta attenzione perché un’infezione patogena, anche subdola, può diventare una patologia in età adulta.


Lascia un commento